Supercoppa Napoli, la lezione di De Laurentiis al calcio italiano

Xavier Jacobelli
Xavier Jacobelli
Giornalista
Dicono: non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti, per capire dove siamo arrivati oggi e dove possiamo arrivare domani. È così. Ecco perché, le parole di Pierpaolo Marino suonano decisamente significative, in calce alla terza Supercoppa del Napoli, il settimo trofeo della gestione di Aurelio de Laurentiis, il presidente più vittorioso nella storia partenopea insieme con Corrado Ferlaino.
Xavier Jacobelli Giornalista

Il primo allinea 2 scudetti, 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe; il secondo conquistò 2 scudetti, 1 Coppa Uefa, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa e 1 Coppa di Lega italo-inglese. Marino, uno dei più grandi manager del calcio italiano, fu il primo direttore generale del Napoli Soccer. Così si chiamò all’inizio il club risorto dalle ceneri grazie al celebre produttore cinematografico, testimone a Riyad della doppietta di Neres che ha sigillato il secondo trionfo in sette mesi dei campioni d’Italia, il numero dieci nella carriera del loro allenatore, bissando la doppietta scudetto Supercoppa che al Napoli non riusciva dal 1990, in piena Era Maradona.

Dalla ricostruzione al successo

“Ventuno anni fa, quando Aurelio De Laurentiis divenne il proprietario del Napoli, subentrando dopo il fallimento del club, non avevamo né palloni né maglie né computer. Nulla di nulla. Ricordo ancora la prima conferenza stampa al fianco del presidente. Era il 10 settembre 2004. Quando dovetti tesserare 25 giocatori in 4 giorni perché il campionato era già iniziato in Serie C, non sapevo dove scrivere i contratti. Mi feci aiutare da mio figlio Ernesto che ora è avvocato: scriveva sul block notes perché non avevamo neanche un ufficio.”

Una gestione economica sostenibile

Ha osservato il presidente: “Dall’epoca di Diego non si vincevano due trofei in un unico anno. Quello del Napoli è un film che andrà avanti. Ci divertiremo ancora e ai tifosi dico: continuate a sognare». Anche perché i sogni sono diventati realtà nella conduzione societaria firmata ADL, la cui settima meraviglia è un’autentica lezione per il Sistema del nostro football. Dimostra che un altro calcio è possibile poiché è possibile coniugare le vittorie sul campo con i bilanci sani.

L’analisi dell’autorevole Sole 24 Ore in calce all’ultimo scudetto è stata chiara: nell’arco di questi 21 anni decisivi sono risultati fattori quali l’oculata gestione amministrativa (nel 2023/2024 il picco di utili: 63 milioni); l’elevata liquidità di cassa e il patrimonio netto particolarmente alti, la capacità di mettere in riga l’avidità di alcuni procuratori. La perdita di 21,4 milioni registrata al 30 giugno scorso è derivata, in primis, dalla mancata partecipazione alla Champions nell’ultima stagione, quella del decimo posto e dai massicci investimenti sul mercato.

Futuro Napoli: ambizioni e investimenti

Tuttavia, le previsioni per l’esercizio in corso sono molto confortanti, tenuto conto dell’Effetto Scudetto, della nuova avventura nel massimo torneo continentale dove, nonostante le difficoltà incontrate sinora (2 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte), il Napoli si è già assicurato 46 milioni di euro Uefa.

Senza dimenticare che, durante l’ultima sessione estiva delle contrattazioni, De Laurentiis ha speso 144,8 milioni di euro per 9 nuovi acquisti (a fronte di 98,5 milioni di incassi), mantenendo fede all’impegno preso con Antonio Conte durante il decisivo colloquio post scudetto che indusse l’allenatore a rimanere a Napoli. Scelta più che mai felice.

Altri articoli interessanti

 

Hai una domanda o un'opinione sull'articolo? Condividila con noi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top 3 bonus del mese
Ecco tre delle migliori offerte a confronto.
Utilizziamo cookie per ottimizzare il nostro sito e la tua esperienza. Continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’uso dei cookie.
Più informazioni Accetta Cookie